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Vedo che i capricci dei nostri figli sono un comune denominatore moooolto forte!!! E non potrebbe essere altrimenti, perché TUTTI i bambini fanno i capricci, chi in un modo o in altro, ma li fanno tutti ed è anche normale, anche se non bisogna solo rassegnarsi al passerà .
Per quel che riguarda M.ina, Alex, Mari, Anto sicuramente la gravidanza crea ansie e paure, più o meno velate, ma la paura del primogenito di essere spodestato è sempre presente e può ingigantire i capricci, può esasperare certi comportamenti oppositivi, che comunque sono presenti sempre, indipendentemente dalla gravidanza o meno, vedi Simo e milioni di altri genitori.
Tutto parte dal fatto che, i genitori devono dare delle regole e i bambini devono infrangerle, non per far dannare i genitori a vita ( almeno non solo) o per il semplice gusto di farlo, ma per crearsi una propria identità autonoma, per sperimentare, per capire, insomma, in una parola, per CRESCERE.
I genitori devono prestare ascolto ai bambini e offrire loro lo spazio di manovra per sentirsi liberi, ma devono anche assicurasi che i figli conoscano i limiti, con vanno fissati con coerenza e risolutezza. Non è sempre facile essere coerenti e risoluti, perché i bambini vogliono continuamente verificare i limiti, tentando di aggirare le regole, ma è bene perseverare, anche se si nutrono dei dubbi. Sono indispensabili senso dell’umorismo e prospettiva e ricordarsi che dopo momenti difficili vengono sempre momenti migliori, ma che è vero anche il contrario, perché la crescita è una continua negoziazione, quello che va bene oggi, può non andar bene domani.
I bambini riflettono i valori e il tipo di sostegno di cui sono circondati, quindi in momenti di maggior tensione, manifestano il loro disagio e la loro insicurezza comportandosi in maniera diversa e diventando spesso più esigenti o bisognosi…ecco ad esempio M.ina le paure di Emma, anche lei, a suo modo, ha vissuto la tragedia di Lara e ora anche lei ha le sue paure e quello che potete fare è solo rassicurarla, rassicurarla e rassicurarla.
Dall’altra parte, lasciar giocare Emma con libertà è giustissimo, ma bisogna anche educare al rispetto del gioco, cioè non romperlo, non buttarlo, e rimetterlo sempre al suo posto dopo aver giocato. Al nido usiamo “il gioco del riordinoâ€, tutti i bambini, anche i più piccoli, devono aiutare "giocando" a mettere in ordine, in questo modo non si usa un’imposizione e si educa al rispetto del gioco, di se stesso e degli altri. Ho provato anche a casa…FUNZIONA!!!
Altra cosa, i bambini capiscono benissimo la parola NO, anche quelli sotto l’anno di età , soprattutto se pronunciata con tono risoluto. I più grandi tendono a metter alla prova i limiti stabiliti e spesso dicono no indipendentemente dal tipo di richiesta che gli viene fatta….ad es. dicono no anche alle offerte più allettanti, solo per una questione di principio….non ci stanno sfidando, ma solo mettendo alla prova la nostra resistenza e la validità delle regole imposte.
Dobbiamo fare una distinzione fra sculaccioni e punizioni. Mi chiedete, ma è solo questo il modo per farsi ascoltare? No, non lo è e il mio consiglio, con il cuore, è di cercare di evitare gli sculaccioni. So che è difficile, so che a volte sembra che tutto porti solo a quello e che sembra che dopo tutto si sistemi, ma non è così, tornerà di nuovo a mettere in discussione e noi ci sentiremo ancora più sconfitti, perché avremo confermato il potere che il bambino ha su di noi e non lo avremo contenuto e accolto.
Con la punizione o il castigo, invece, si dà la possibilità ai bambini di riflettere su quello che hanno fatto, dopo aver spiegato con calma, perché se lo sono meritato. Non devono essere punizioni indiscriminate, ovviamente, ma mirate all’episodio e protratte per il tempo necessario e in base all’età .
Alex le affermazioni di Leo sulla sua incapacità , richiedono semplicemente di essere capite ed elaborate…Leonardo è un bambino molto intelligente, ma a volte questo può essere un fardello, perché lo fa sentire più grande di quello che è e può farlo vedere anche agli altri così, innescando il meccanismo della paura di deludere le aspettative. Anche in questo caso le sua presunta incapacità va solo accolta, per farlo sentire al sicuro, rassicurandolo.
Il fatto che anche a scuola si comportino più o meno così, può indicare c’è bisogno proprio di un’azione congiunta genitori/insegnanti, magari parlarne con loro può aiutare a trovare la strategia migliore per agire.
Spero, come sempre, di esservi stata in qualche modo di aiuto...cmq dalla prossima settimana seguirò e terrò anche, nel mio piccolo, un corso di formazione per genitori ed educatori in un Centro per bambini e famiglie, sono sicura che ci saranno spunti interessantisismi, da discutere anche con voi!!!
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